Nella
ricorrenza della Giornata dei Diritti Umani (Giovedì 10 Dicembre
1998) S.Mauro Pascoli si è resa protagonista con una manifestazione
denominata "Sulle note dell'uomo" che ha visto partecipare
una kermesse di gruppi musicali "africani".
Nel 1995, l'Unesco
ha elaborato una dichiarazione di principi sulla tolleranza, con l'aggiunta
di un piano d'azione destinato a dar seguito all'anno delle Nazioni
Unite in favore della tolleranza. Fondamento della società
civile e della pace la tolleranza ci permette di vedere nelle diversità
delle culture non già un ostacolo al rispetto dei diritti dell'uomo
o, peggio ancora, una giustificazione delle violazioni che vengono
commesse, ma al contrario una fonte di ricchezza alla quale possiamo
attingere tutti. Di fronte alle massicce violazioni dei diritti dell'uomo
che continuano a venir commesse un po' ovunque nel mondo, potremmo
esser tentati di gettare la spugna.
Ma c'è una cosa che deve
ridarci coraggio: i popoli del mondo hanno un senso sempre più
acuto delle responsabilità che hanno gli uni nei confronti
degli altri e nei confronti del pianeta. L'emergere di una coscienza
universale è solo una delle manifestazioni, ci fa sperare che
una vera cultura dei diritti dell'uomo si stia facendo strada, una
cultura in cui l'esercizio e la difesa dei diritti
fondamentali non sarà più affidata
a poche persone-diplomatici, governanti, militari, ma ad ognuno di
noi. Solo allora la Dichiarazione Universale non sarà più
un ideale comune da raggiungere, ma il fondamento di tutte le società."Io
so che le sue intenzioni sono buone. Ma quello che lei vuole regalarmi,
io ce l'ho già. Lei vuole regalarmi il diritto di essere un
uomo. Quello è un diritto che avevo già quando sono
nato. Può impedirmi di viverlo, quel diritto se lei è
il più forte, ma non potrà mai regalarmi ciò
che già mi appartiene". Queste parole ci ricordano
una verità elementare, i diritti dell'uomo sono innati e inerenti
alla persona. Sul principio dell'uguaglianza si fonda , infatti la
Dichiarazione dei diritti dell'uomo del 1948. Questa verità
così evidente è radicata nella storia dell'umanità:
verità che ritroviamo nelle grandi tradizioni religiose e filosofiche.
I diritti dell'uomo non sono una prerogativa dei paesi ricchi. Cosa
che i paesi in via di sviluppo non possono permettersi. In
ogni essere umano c'è il desiderio di felicità, di pace
e di libertà. I diritti dell'uomo non sono privilegi che i
governi possono accordare o togliere a loro piacimento, ma sono indissociabili
dal valore che noi tributiamo alla dignità umana. La responsabilità
dei governi è di vigilare affinchè tutte le condizioni
siano rispettate perchè ognuno possa godere dei diritti fondamentali:
diritto alla vita, alla sicurezza, all'educazione, ma anche libertà
di opinione, di espressione, di associazione....Spetta però
a ciascuno di noi farli propri, impregnarsene, realizzarli giorno
per giorno, a titolo individuale non meno che collettivo. In materia
dei diritti dell'uomo, tutti abbiamo un dovere di coscienza e di vigilanza.
Anche a S.Mauro si è voluto ricordare attraverso la musica
"africana" l'impegno dei singoli, delle associazioni di
volontariato locali e delle istituzioni pubbliche, del lavoro che
quotidianamente portano avanti per costruire una società responsabile,
attenta alle esigenze fondamentali dell'uomo.
L.Garbuglia