Padova, 8 marzo 1999. (Scarica l'mp3 di 500K del giorno innaugurale e il Winamp per ascoltarlo)

Quando portiamo i nostri risparmi in banca, ciò di cui ci preoccupiamo è di informarci bene su quanto il nostro denaro, poco o tanto che sia, ci renderà. Non ci preoccupiamo di sapere come esso verrà impiegato, quali progetti e commerci andrà a finanziare. Non abbiamo nessuna garanzia che il nostro denaro non venga utilizzato per finanziare attività come la produzione di armi, o imprese che con il nostro denaro produrranno danni ambientali, impoverimento del terzo mondo, disoccupazione, ecc. Certo non è colpa nostra (diciamo noi) se le banche finanziano questo tipo di imprese, ne è compito della banca (dicono loro) stabilire la moralità delle imprese finanziate: loro sola preoccupazione è l'affidabilità patrimoniale del cliente, in modo da essere sicuri del rientro del capitale. Però molti cominciano ad accorgersi che in questo modo diventiamo complici e parte integrante di un sistema economico che porta all'impoverimento progressivo del Terzo Mondo, alla catastrofe ambientale, alla disoccupazione di fasce sempre maggiori di popolazione. E' un sistema che non potrebbe reggersi senza il vostro consenso, tacito o espresso che sia. Se ci è capitato viceversa di andare in banca per chiedere del denaro per un nostro progetto, un acquisto importante, un'attività lavorativa da intraprendere, ci siamo trovati di fronte ad un'unica richiesta: la garanzia, propria o di terzi, che saremo in grado di restituire la somma. Niente garanzia, niente soldi. Le associazioni no-profit, le cooperative di volontariato, tutti coloro che operano a fini sociali ed umanitari senza scopo di lucro e non hanno quindi le sufficienti garanzie patrimoniali, non possono accedere al finanziamento bancario.
A questo scopo servirà la Banca Etica che finanzierà :

  • la cooperazione sociale, per dare speranza a chi vive nel disagio .
  • la tutela ambientale, per la salvaguardia del patrimonio della natura e delle sue risorse .
  • la promozione culturale e dei diritti umani .
  • la cooperazione internazionale e il commercio equo e solidale, per un migliore equilibrio economico fra il Nord ed il Sud del mondo .


Un sogno?

Con l'apertura del primo sportello bancario, un sogno diventa realtà. Grazie alla partecipazione di oltre 11.000 soci nel 1998 è stato raggiunto il capitale minimo necessario di 12,5 miliardi per poter richiedere l'autorizzazione ad operare come banca. L'inizio di una nuova strada, nel 1994 un ampio movimento di realtà impegnate nel sociale, la cooperazione e l'ambiente lanciano il progetto Banca Etica con il proposito di dare uno strumento concreto ad un nuovo modo di pensare l'economia e la finanza. Sindacati, cooperative sociali, enti locali, associazioni ed altre ONG, tutte realtà con forte radicamento sul territorio e con una rilevante dimensione sociale, partecipano in questa iniziativa. La filosofia della finanza etica si è da tempo concretizzata in Italia attraverso l'esperienza delle Mutue Autogestione (MAG) che da un ventennio finanziano lo sviluppo della cooperazione internazionale e dell'economia sociale e all'estero in numerose banche alternative e fondi etici. Nel sistema economico nel quale viviamo la responsabilità di un uso corretto o scorretto del denaro è anche nostra. Come semplici risparmiarori, siamo noi a fornire "la materia prima" dei mercati finanziari. Il risparmio, dunque, non è solamente un semplice e neutro bene, ma acquista valenza etica quando il suo uso contribuisce a creare le premesse per la costruzione di un futuro dignitoso per tutta la comunità. Ecco che la FINANZA ETICA si impegna, nei confronti del risparmiatore, non solo a garantire nel tempo il valore del denaro affidandogli, ma anche a porre lo sviluppo economico al servizio dell'uomo.

Mario Cavani (vicepresidente nazionale di Banca Etica).

per informazioni:

Cooperativa Verso la Banca Etica
Piazzetta Forzatè 2 - 35137 Padova
fax: 049/664922 tel. 049/651158


http://www.bancaetica.com


Indietro